L’obiettivo di arrivare a realizzare un modello di packaging totalmente ecosostenibile e riciclabile si avvicina sempre di più, grazie ai così detti bio packaging, alternativa biodegradabile alla plastica tradizionale che sta rapidamente spingendo il mercato verso una eco-gestione dei rifiuti. Come ormai è risaputo, la plastica tradizionale può rivelarsi dannosa poiché rilascia nell’ambiente sostanze chimiche chiamate ftalati.

Queste sostanze possono far aumentare il livello di estrogeni negli esseri umani arrivando ad essere causa di patologie anche serie.

Al contrario dei pack tradizionali, i bio pack sono composti esclusivamente da sostanze naturali provenienti da materie prime rinnovabili, come l’amido di mais o la canna da zucchero.

I bio imballaggi inoltre richiedono meno energia per essere prodotti, con conseguente minor grado di emissioni di carbonio e più basso impatto ambientale.

Il successo dei bio pack e delle bio plastiche ha portato, negli ultimi anni, un crescente aumento nella produzione di polimeri biodegradabili.

È il caso di Mogu, startup italiana che sta per portare sul Mercato una bio plastica composta al 100% di fibre ricavate da elementi naturali e funghi.

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Federico Maria Grati, responsabile del progetto, spiega che il nuovo bio materiale sfrutta gli scarti agricoli e alimentari, come la paglia di riso, la segatura, i fondi del caffè e la buccia di pomodori e patate.

Questi rifiuti vengono sterilizzati con il vapore e rinchiusi in un sacco speciale che permette uno scambio controllato di gas con l'esterno.

Al suo interno vengono introdotte le spore dei funghi, che iniziano a crescere cibandosi degli zuccheri complessi contenuti nella biomassa.

Il materiale così ottenuto viene tritato e stampato nella forma desiderata, poi essiccato in una stufa a 90 gradi per devitalizzare il fungo.

Quello che resta è un biomateriale leggero come il polistirolo e biodegradabile, impermeabile e resistente alla fiamma, fatto essenzialmente da due proteine: la chitina, che forma lo 'scheletro' del fungo, e la lignina, la componente della biomassa iniziale che non viene 'digerita' dal fungo.

Mogu è l’esempio perfetto della necessità per il futuro del packaging, e più in generale dell’ecosistema Terra, di un approccio maggiormente sostenibile, consapevole e green alla tematica della produzione, consumo e smaltimento dei prodotti che giornalmente consumiamo.

(fonte ansa.it)