L’ultima tendenza nel campo del marketing? Il così detto neuromarketing, attraverso il quale è possibile sfruttare le neuroscienze per comprendere il modo in cui i clienti percepiscono la pubblicità. Secondo Francesco Gallucci, economista presso il Politecnico di Milano e direttore Scientifico del Laboratorio di Neuroscienze Applicate della Fondazione GTechnology, “I nostri occhi scansionano decine di informazioni in pochi centesimi di secondo, inviando al cervello i dati.

A una persona servono pochi secondi per capire se un'informazione, un'immagine, un sito web o un testo siano proprio ciò che stava cercando. Tutto accade davvero in un batter d'occhio. In meno di un secondo”.

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Queste recenti scoperte rivoluzionano molte delle regole auree, fino ad oggi date per assodate, del marketing.

Ad esempio riguardo agli acquisti nei supermercati, per Gallucci, vige la convinzione che la decisione venga p resa negli ultimi cinque secondi prima di prelevare il prodotto e metterlo nel carrello.

Il neuromarketing afferma invece che il processo decisionale comincia già quando si instaura un primo contatto visivo a distanza con un elemento del pack (colore, forma, dimensione) o del brand (colore, grafica) che mette in azione molte funzioni decisionali ed emozionali e richiama alla memoria particolari dati di prodotto, bisogni profondi e esperienze che fanno già parte del bagaglio informativo del cliente.

Stesso discorso vale per la pubblicità sul web e in TV: grazie all’eyetracking si è scoperto che un banner posizionato nella seconda schermata dopo lo scrolling ottiene le stesse visualizzazioni del banner posizionato nella prima schermata, pur costando quasi la metà. Inoltre, contrariamente a quanto si pensa, la maggior durata di uno spot, non ne aumenta l’efficacia, ma la diminuisce. Il team del professor Gallucci ha infatti verificato che l’efficacia di una pubblicità rimane invariata riducendone la lunghezza dai 30 secondi originari a 15 se non addirittura a 7.

A questo punto si aprono nuovi e interessantissimi scenari, in cui è proprio il caso di dirlo, il marketing sarà sempre più una questione di amore “al primo sguardo”.

(fonte Harvard Business Review Italia)