L’ultima frontiera della stampa 3D? Il DIGITAL KNITTING, ovvero lo “sferruzzare” 3.0. Stampanti di ultima generazione come Kniterate, infatti, funzionando come le altre stampanti 3D (utilizzando file contenenti il design del prodotto da realizzare), ma utilizzando lana e cotone al posto della plastica, si preparano a rappresentare una vera e propria rivoluzione nel mondo della produzione di capi di abbigliamento.

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Gerard Rubio, cofondatore e Ceo della startup londinese Kniterate, creata da due giovani spagnoli spiega: “Le macchine industriali per maglieria sono molto costose, voluminose, e richiedono un tecnico per l'esecuzione. Finora la produzione di capi d’abbigliamento è rimasta nelle mani di poche aziende o esperti qualificati. Kniterate è nata per cambiare la situazione, e per democratizzare la produzione, permettendo a chiunque di creare capi e accessori personalizzati di alta qualità. Kniterate mira a concretizzare la creatività, la crescente domanda di personalizzazione, e la possibilità di condividere online i propri progetti, grazie alla semplicità d’uso”.Un esempio perfetto del così detto INTERNET DELLE COSE, nuovo settore digital in forte ascesa che vede l’integrazione tra computer, macchinari meccanici, una serie di meccanismi per automatizzare il processo di produzione e piattaforma fruibili sul web.La vera innovazione del progetto è proprio nel principio di SHARING ECONOMY che esso rappresenta: gli utenti possono realizzare i propri disegni, o scaricare quelli esistenti dalla piattaforma, è possibile inoltre modificare le misurazioni, aggiungere testo o immagini, scegliere i colori, disegnare i modelli di carico e punti di sutura da una libreria esistente, tutto in assoluta autonomia!

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(fonte futurix)